Pomeriggio lilla platino.

Giornata nera, nera pece, tendente al lilla platino. Mia madre, la vipera, mi ha cacciato presto da casa perché, disteso sul divano, gli creo la muffa sulla stoffa. Riscaldamento neanche a parlarne. Ho scelto la mia solita panchina e mi sono messo a fissare le montagne grigie come il cielo e come la campagna e come la mia vita. Tanto per essere coerenti oggi pomeriggio da me piovigginava, che il più ottimista dei parenti ottimisti di Fabrizio Frizzi avrebbe seriamente pensato al suicidio. Ma io no!!! io non la farò finita, mi son detto fissando una cornacchia con l’Alzaimer che trotterellava non distante da me. Certo… sono disoccupato cronico; mia moglie mi ha mandato a fanculo dopo che l’ho beccata a trombare con un camorrista pentito; mia madre ha meno istinto materno di una pietra di granito; il quoziente intellettivo totale dei miei amici, o meglio conoscenti stretti, non arriva all’unità…ma io sono un duro. E poi sono sicuro che bisogna essere ottimisti, bisogna sperare. Siamo uomini, non mozzarelle blu del Lidl, e che cazzo!!! In preda a questa sacra fiamma, la mia attenzione è stata attratta da un uccellino zoppo che muoveva i rami sopra la mia testa. Anche lui, speranzoso e con due attributi niente male, nonostante l’handicap da invalidità civile, non ha voluto arrendersi: con tutta la sua forza si è buttato in volo, ha acquistato quota, ho fatto tifo per lui. Vola uccellino, vola!!! Gli ho urlato il mio incoraggiamento e, inspiegabilmente, all’improvviso è caduto in picchiata. Il povero uccellino si è schiantato come una cingomma sotto il banco di scuola. Mi sono alzato di scatto e l’ho girato. Sul terreno c’era la sua forma neanche qualcuno l’avesse ricalcato sulla carta carbone. Ho provato a sentirgli il polso…niente. Niente polso. La respirazione bocca a bocca l’ho trovata improbabile e mi sono arreso. Morto stecchito. Ma io non farò la sua fine. Col cazzo che mi butto da un albero!!!!

Passando per caso…

 Passavo per caso e ho ritrovato questo mio blog. Come quando incontri un vecchio amico che è molto che non vedi, mi ha fatto uno strano effetto. Poi squadrandolo bene, soppesando i suoi pregi e i suoi difetti, alla fine mi son reso conto che è il coglione di sempre. Coglione come chi lo scrive. Un coglione fiero di esserlo. Forse…

Relitti ambulanti e suicidi ordinati.

Al bar Palmiro Toccacelli, detto Togliatti per il suo convinto credo comunista da generazioni, tanto che con ingenti sacrifici economici ha voluto a tutti i costi mandare la figlia a Kiev a studiare ingegneria navale, oggi si è infervorato un bel po’. A suo dire Berlusconi avrebbe portato il presidente Napolitano a vedere come lui e Tremonti hanno riparato il Titanic usando solo un po’ di scotch ( il Titanic è l’Italia e lo scotch è la manovra economica). Napolitano avrebbe di nuovo gridato al miracolo per come un semplice nastro adesivo abbia potuto riparare la più grande e inaffondabile nave del mondo. Poi sono arrivati i mercati che hanno sputtanato i nostri grandi statisti, ma son cose che capitano anche ai migliori. Il Palmiro, indossando le vesti del veggente Maya, ha poi paventato che, con la scusa della riforma costituzionale per eliminare i privilegi della casta, il Berlusconi e la sua cricca stiano preparando l’entrata in vigore del coprifuoco più legge marziale. In vista di periodi difficili di grandi contestazione bisogna prepararsi per tempo, ha urlato la scheggia comunista impazzita. Il Berlusconi poi sembra abbia chiesto due nuove figure in Parlamento: il cronometrista e il giudice di gara. Quando si inizia una discussione di una legge, subito parte il cronometro. Se poi alla fine la discussione è stata rapida e i cazzi del premier sono stati salvaguardati, fa fede su questo il giudice di gara, la legge può essere promulgata. Altrimenti, si ricomincia tutto daccapo. Secondo me il Palmiro è un pazzo scatenato.

Sul suicidio del vice di Don Verzè il nostro novello Lenin ha invece pontificato che il poveretto era un uomo molto ordinato, da sempre. Quindi, una volta sparatosi in testa, ha riposto con precisione la pistola in un sacchetto, ha pulito ben bene la stanza dal suo sangue, ha buttato nella raccolta differenziata-sacchetto giallo l’ogiva, ovvero la sezione anteriore del proiettile che normalmente viene espulsa al momento dello sparo, e che in questo caso non è stata trovata visto che non hanno guardato nel sacchetto giallo, e poi con calma, quando tutto era stato rimesso a posto, è morto. E non si dica, ha concluso il Palmiro, che questo è un altro dei tanti suicidi-omicidi all’italiana! Non si getti del fango su un momento così intimo e ordinato come il suicidio di un uomo ordinato, che avrà pure fatto un miliardo di debiti, non da solo, ma che teneva moltissimo alla sua fama di uomo per bene e ordinato. Fino all’ultimo suo ordinato istante di vita.

L’amore non è un calippo.

All’uscita dalla messa, stamattina al mio paese, ho incontrato l’artista del paese medesimo, tale Gedeone De Fittipaldi. Questo personaggio in gioventù mandò una sua canzone allo Zecchino d’Oro ma fu plagiato, perlomeno a suo dire. La sua canzone si chiamava: ‘Il coccodrillo fa zazà’ e invece fu plagiata in: ‘Il coccodrillo come fa..’, sempre ovviamente a suo dire. Il De Fittipaldi fece una lunga causa a Mamma Rai finché il prete del paese, don Alfione, gli fece presente che davanti alla Provvidenza e alla Tv di Stato a volte è meglio arrendersi. E la querelle terminò lì. – E’ vero che mantieni un blog? – mi ha apostrofato tra il serio e il faceto. Il mio paese è piccolo e quando la gente non fa maldicenze mormora, quindi ho annuito mio malgrado. – Allora ti concedo a usufrutto una mia poesia per abbellire la tua scarsa opera di ingegno. – Al mio debole diniego è succeduta una sua lauta minaccia. E quindi…poesia: ‘ Ti ho cercata negli occhi di mille altre donne senza trovarti. Ti ho cercata nella bocca, nel naso, nei capelli, nella pelle, nel cuore di mille altre donne, ma sempre invano. Alla fine, sconfitto, ti ho cercato nel culo di mille altre donne e mi sono finalmente convinto che il tempo è davvero la medicina di ogni malanno.’ Fine della poesia. Gli ho fatto presente che tale opera di intelletto non poteva essere considerata una poesia non avendo alcuna rima e lui, per contro, mi ha mandato a fanculo. Vagli a far del bene alla gente! Comunque l’ho pubblicata lo stesso, perché in fondo in fondo sono un buono.

Grande colpo notturno della Banda Bassotti.

Spente tutte le luci e soprattutto le telecamere, appena la luce della camera da letto di Napolitano è stata spenta, quando l’Europa e i mercati erano ormai sprofondati tra le braccia di Morfeo, nel silenzio della notte un folto gruppo di parlamentari, forse in maggioranza del Pdl ma non ci sarebbe da stupirsi di una formazione mista con esponenti del Pd, ha modificato le norme che limitavano i privilegi della Casta. E quindi la musica non cambia: il popolo fa i sacrifici necessari per salvare l’Italia dalla speculazione, il Pdl elimina eventuali sacrifici per chi mai li ha fatti e mai li farà, e il Pd fa come la puritana che si scandalizza e dice di no, ma in cuor suo non aspetta altro che l’arnese penetri nelle sue intimità.

La saggezza va assaggiata a piccole dosi.

Nel pomeriggio ho incontrato il più saggio del mio paese, tale Ademiro Peretti. Tutti lo conoscono per la sua saggezza frutto di anni di riflessioni: nato ciellino, divenne poi accanito comunista; allorché Fini precipitò con An verso il centro, lui andò all’estrema destra, per poi emigrare in età matura una decina di metri più a sinistra di Vendola. Di recente qualcuno l’ha visto entrare nella sede regionale dell’Italia dei Valori, ma le fonti non sono documentate. Ebbene, dopo essersi fatto offrire il solito Crodino, mi ha sganciato una delle sue perle, che ovviamente condivido con voi. Ecco la perla.

Perla: – ‘Il mondo è pieno di invidia. Se un giorno qualcuno ti accuserà di essere più inutile di FLI, tu prosegui per la tua strada, probabilmente la sua è solo invidia. O comunque sta di certo esagerando. Se un giorno qualcuno ti accuserà di farti più seghe mentali di Marzullo, tu prosegui per la tua strada, probabilmente la sua è solo invidia. O comunque sta abbastanza esagerando. Se un giorno qualcuno ti accuserà di essere più incasinato del Pd, tu prosegui per la tua strada, probabilmente la sua è solo invidia. O comunque sta un po’ esagerando. Se un giorno qualcuno ti accuserà di essere più lecchino di Minzolini e Fede messi insieme, tu prosegui per la tua strada, probabilmente è solo invidia. O comunque sta di molto esagerando. Se un giorno qualcuno ti accuserà di avere più corna di un cesto pieno di lumache, tu prosegui per la tua strada, probabilmente è solo invidia. O comunque esagera un pochettino. Se però un giorno qualcuno ti accuserà di essere diventato peggio di Berlusconi, allora fermati immediatamente, cercati un grande albero dalla grande ombra, trovati un comodo posto a sedere e fatti un serio e approfondito esame di coscienza. Anche se stesse esagerando, prenditi tutto il tempo necessario.’ Come si può intuire Ademiro non è un adepto del Popolo della Libertà.

La patacca di San Gennaro.

L’Italia, prendendo a prestito l’esempio di Tremonti, è un Titanic molto ma molto strano. Ora da noi è come se, dopo aver beccato l’iceberg, tutto l’equipaggio del Titanic non pensi alla morte imminente e comunque probabile, ma si diletti ad elogiare senza mezzi termini la rapidità della decisione del capitano di far suonare l’orchestra più forte e con più entusiasmo di prima. L’importante non è la tragedia ma la prontezza di riflessi del capitano a prendere una decisione per molti versi discutibile. E bravo il capitano, in culo all’iceberg!

Un domani non molto lontano già immagino due ex rappresentanti del ceto medio una volta benestante che si incontrano davanti ad una chiesa a chiedere l’elemosina. Uno fa all’altro: ‘ricordi come fu rapido il parlamento quel 14 e 15 Luglio 2011? ‘ ‘ Come no! Furono velocissimi ad approvare una manovra invero molto discutibile.’ ‘ Assolutamente dei fenomeni, da farti essere orgoglioso di essere italiano. Anche il presidente Napolitano parlò di miracolo…’ Il famoso miracolo di San Gennaro sul Titanic.

La gatta furiosa fece i gatti poveri…

In questo momento duro per l’economia italiana in parlamento nessuna novità. L’opposizione collaborerà con il governo affinché lo stesso non faccia troppo brutta figura a livello internazionale, ovvero quello che ha fatto sempre da anni a questa parte, e in cambio pretende le dimissioni di Berlusconi dopo il varo della finanziaria in tempi record. Bersani, uno che non si fa fregare facilmente, ha ottenuto che il premier promettesse, per iscritto su un tovagliolo di un tramezzino della buvette di Montecitorio, che dopo la collaborazione dell’opposizione per il bene del Paese il Berlusca si dimetterà. Sempre per il bene del Paese. Ma l’uomo di Arcore, notoriamente non l’ultimo degli sprovveduti, ha ottenuto che firmerà la promessa solo dopo l’approvazione di venerdì usando una penna che strapperà lui stesso ad un dodo. Davanti a patrioti di cotal statura, perfino un grande eroe della patria come Craxi si produrrebbe in un riverente inchino.

E infine una richiesta accorata: la casalinga di Voghera chiede quasi piangendo che il parlamento si prenda anche una giornata in più, che lavori persino la notte come ai gloriosi tempi delle leggi ad personam, pur di produrre qualcosa che non spenni soltanto la povera gente, come sempre. C’è sì la fretta dei mercati, ma produrre una cagata megagalattica non fotterebbe alla lunga i mercati stessi. Sarebbe come farla, la defecazione, sotto la neve. Non si fotterebbero i mercati, ma gli italiani onesti, come sempre. Anche a scuola non sempre il primo che consegnava il compito era quello che poi prendeva il voto migliore. E poi da sempre quando qualcuno ti mette fretta mentre sta provando a venderti qualcosa, te lo sta mettendo in quel posto laddove non batte molto di frequente il sole. E la casalinga di Voghera non ha più l’età per i festini di Arcore…

Un consiglio infine ai nostri politici, un umile consiglio. Una volta si diceva che per vedere come sarebbe invecchiata la propria fidanzata bisognava guardare la madre della ragazza. I nostri illustri statisti guardino come è ridotta la Grecia per intuire come sarà tra poco tempo l’Italia. Non sarebbe il caso di trascurare gli interessi di bottega e cercare realmente il bene degli italiani? O perlomeno il male minore?

Giusto pagare in un momento di difficoltà.

E’ giusto dare il buon esempio in questo grave momento di difficoltà per la nostra nazione. Berlusconi ha deciso quindi di pagare subito la maximulta alla Cir di De Benedetti. Nel frattempo Ghedini sta mettendo a punto una legge con carattere di urgenza da scrivere su un post it da attaccare a pagina due della prossima urgentissima finanziara da approvare prima di subito, su un post it così almeno stavolta si potrà staccare facilmente prima di mandare la stessa finanziaria a Napolitano. Ancora mistero sul contenuto dello sforzo cerebrale del Ghedini. E’ trapelata solo un’indiscrezione secondo la quale è intenzione degli uomini del premier far sì che, con questa legge-post it, d’ora in avanti chi paga subito una multa potrà dedurre, giustamente, l’importo dell’intera somma nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.